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1 9th May 11:16
victor
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Default Malelingue. (saddam hussein)



Guardian Unlimited 08/07/03
LA CASA BIANCA AVEVA MENTITO DELLA MINACCIA RAPPRESENTATA DA SADDAM.
Un ex funzionario dell'intelligence americana, in servizio
nell'amministrazione Bush durante il periodo precedente all'intervento
militare in Iraq, ha accusato la Casa Bianca martedì di aver mentito
riguardo la minaccia posta da Saddam Hussein. Le accuse arrivano proprio
mentre l'amministrazione Bush sta cercando di ricostruire la propria
credibilità. Si tratta della prima volta che le accuse vengono da una fonte
non anonima, l'uomo, Gregory Thielmann, era infatti alla guida
dell'intelligence del dipartimento di Stato fino a quando è andato in
pensione nel settembre dell'anno scorso. Thielmann aveva accesso al
materiale segreto che rappresentava il fondamento del caso americano contro
Saddam. ''Non ritengo che l'amministrazione Bush abbia fornito un quadro
accurato al popolo americano della minaccia militare rappresentata da
Saddam", ha detto l'uomo. Il problema non sarebbe principalmente da trovare
nella raccolta d'intelligence, ma nel modo in cui l'informazione in seguito
sarebbe stata strumentalizzata dall'amministrazione, accusa l'ex alto
funzionario. Quando le operazioni militari statunitensi contro l'Iraq sono
cominciate nel marzo di quest'anno, Saddam ''non rappresentava una minaccia
immediata, ne agli USA, ne agli stati confinanti", ha detto Thielmann, nel
corso di una conferenza stampa. L'amministrazione dava l'immagine di avere
già le risposte e richiedeva dopo l'intelligence solo per provarle, rincara
la dose Thielmann.

MSNBC: BUSH E IL PETROLIO AFRICANO.
L'«MsNbc» ha scritto lo scorso lunedì: Se prima di essere eletto George W.
Bush aveva chiaramente detto di non avere programmi per l'Africa, cosa che
oggi nega come un bambino, il suo viaggio travestito di umanità non può
nascondere le ragioni del cambiamento d'opinione: il petrolio. Attualmente
gli Stati Uniti importano circa il 18 per cento del loro fabbisogno
petrolifero dall'Africa, soprattutto dalla Nigeria, dall'Angola e dal Gabon,
ma le importazioni dovrebbero crescere nei prossimi dieci fino al 25 per
cento. 50 miliardi di dollari di investimenti saranno versati in quelle
regioni dove le riserve devono ancora essere sviluppate, in paesi come il
Ciad, il Camerun e il Sudan. Il petrolio africano è, infatti, di buona
qualità e il suo trasporto dal Golfo di Guinea appare relativamente facile
ed economico. Esperti ed editorialisti del «Washington Post» sottolineano
inoltre che l'interesse al miglioramento delle relazioni di Washington con
l'Africa sub-sahariana è dovuto a diversi fattori, tattici e strategici.
Oltre a quello di immagine, c'è l'orientamento del Pentagono, nel quadro
della ristrutturazione dei piani di dispiegamento delle truppe USA
all'estero, ad ottenere maggiore accesso ai paesi africani per le unità di
intervento rapido destinate a combattere il terrorismo.
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