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1 24th May 07:57
walkin
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Default Berlusconi: anche per Veronica una " leggina" ad hoc (lo)



ALLUCINANTE
da http://www.dagospia.it, tratto da IL TEMPO


BERLUSCONI DICHIARA GUERRA AGLI SCORPIONI
NE ERANO ARRIVATI 300 A MACHERIO, DOVE VIVE VERONICA
VIETATO L'IMPORT DI ARACNIDI VELENOSI PER DECRETO LEGGE


Fosca Bincher, alias Franco Bechis, per Il Tempo


Frontiere italiane chiuse agli scorpioni, alle tarantole e a tutti gli
aracnidi velenosi. Con un decreto legge approvato dal consiglio dei ministri
il 3 luglio scorso Silvio Berlusconi ha creato una personalissima Bossi-Fini
contro questo particolare genere di immigrati. La decisione è stata presa
dopo che il 30 maggio scorso all'aeroporto di Malpensa, in arrivo
dall'Egitto, era atterrato un carico molto particolare: decine di casse
contenenti animali vivi, importati su richiesta di privati e aziende che ne
attendevano lo sdoganamento. Tra queste anche una teca con 300 scorpioni dal
veleno mortale.

Gli animaletti erano stati acquistati da un importatore su richiesta di
alcuni clienti: qualche collezionista, anche una piccola azienda
farmaceutica della provincia di Milano, secondo alcune indiscrezioni non
troppo distante da Macherio, dove ha una delle sue residenze il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi. Forse proprio per questo la notiziola di
cronaca non è passata inosservata al premier. Che ha chiesto subito
informazioni ai suoi diretti collaboratori, dando indicazioni per respingere
al mittente il carico ingombrante. Grazie un cavillo burocratico i doganieri
sono riusciti a trattenere per 48 ore gli aracnidi in aeroporto.

Poi però hanno dovuto sdoganare e inviare le teche al cliente legittimo. A
Berlusconi è stato così spiegato che nessuna legge lo impediva. Esiste, è
vero, la convenzione internazionale sulle specie animali e vegetali in via
di estinzione accolta nell'ordinamento italiano con la legge 7 febbraio
1992, n. 150. Ma questa stabilisce rigidi divieti solo per «la
commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili
che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica».
Mammiferi e rettili, appunto. E non scorpioni. «Non mi importa, quegli
animali velenosi non devono entrare in Italia», ha sostenuto il presidente
del Consiglio, «e se la legge non c'è, si faccia subito».

Ore terribili per l'ufficio legale di palazzo Chigi. E scambio frenetico di
pareri con altri ministeri e con l'Unione europea. Scoprendo così la prima
difficoltà. «Presidente», ha riferito il giorno dopo a Berlusconi il
segretario generale di palazzo Chigi, Antonio Catricalà, «stiamo lavorando
al testo della nuova legge. C'è però un problema: anche tutti gli altri
paesi dell'Unione europea non vietano l'importazione degli scorpioni».
Quindi bloccare le particolari merci in arrivo dall'Egitto, ma vedercele
arrivare senza potere fare nulla dalla Francia o dalla Spagna, sarebbe stato
del tutto inutile. «Faccia la legge, poi a come applicarla pensiamo dopo»,
ha risposto secco il premier.

Ed è così che il 3 luglio scorso è arrivato alla firma del presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il decreto legge «anti aracnidi». Tre commi
in tutto, motivati nela relazione di accompagnamento proprio con i fatti di
Malpensa, una circostanza che secondo Berlusconi «non ha mancato di creare
situazione di allarme sociale, ed è stata riportata anche dagli organi di
stampa. Si rende pertanto necesario ed urgnete provvedere in meritom al fine
di evitare la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di
aracnidi potenzialmente pericolosi per la salute e l'incolumità pubblica».

Il decreto legge stabilisce la pericolosità di «tutti gli esemplari vivi di
aracnidi selvatici, ovvero provenienti da riproduzioni in cattività che
possono arrecare con la loro azione diretta effetti mortali o invalidanti
per l'uomo o che comunque possano costituire pericolo per l'incolumità
pubblica». Prefigurando scene da film dell'orrore il presidente del
Consiglio ha chiuso definitivamente le frontiere a questi piccoli emigrati,
tramutando allo stesso tempo in clandestino chi in Italia si trovava già per
il lassismo della normativa precedente. Lo stesso decreto infatti obbliga
chi detiene queste specie animali a denunciarne il possesso alla competente
prefettura, che a sua volta è invitata a sequestrarli, applicando pesanti
sanzioni a chi faccia resistenza.

Resta infine il solo dubbio della costituzionalità del decreto legge.
Comprensibile la necessità e urgenza se alle frontiere italiane bussassero
milioni di scorpioni pronti come cavallette a una invasione biblica. Ma l'
unica notizia riguarda quei famosi 300 di Malpensa. Ormai clandestini nella
penisola...
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