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1 20th July 09:30
franco santin
External User
 
Posts: 1
Default Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!


----- Original Message -----
From: "Dario" <...............>
Newsgroups: free.it.anticristianesimo
Sent: Tuesday, February 22, 2005 9:48 PM
Subject: ci sono pagani?

FEDERAZIONE PAGANA

PRESENTA
ALCUNI EFFETTI SOCIALI PRODOTTI DAI VANGELI DI MARCO, MATTEO, LUCA E
GIOVANNI, DOPO CHE IL SENTIRE PAGANO ANTICO FU DISTRUTTO E I POPOLI
MACELLATI A MAGGIOR GLORIA DEL DIO PADRONE.
ANCORA OGGI, GLI ESSERI UMANI, PAGANO LE CONSEGUENZE DI QUELL'ORRORE!
QUESTE PAGINE SONO STATE SCRITTE AFFINCHE' I CRISTIANI RIFLETTANO SULLA
QUALITA' DEL LORO DIO, L'ORRORE DEL LORO PROFETA E L'ODIO PER GLI ESSERI
UMANI MANIFESTATO DALLA LORO FEDE.
DA PARTE MIA SONO SEMPRE PRONTO A RIVEDERE IL MIO GIUDIZIO QUALORA I
CRISTIANI MI DIMOSTRINO, IN PUBBLICO CONFRONTO, CHE QUANTO SCRITTO SU QUESTE
PAGINE NON CORRISPONDE AL VERO!
SIA CHIARO CHE IL VERO NON E' RIFERITO ALLA MAGGIORE O MINORE QUALITA' DELLO
SCRITTO O DELL'ESPOSIZIONE, MA E' RIFERITO ALLA QUALITA' DEI PRINCIPI
DOTTRINALI E ALLA LORO MANIFESTAZIONE NEI SISTEMI SOCIALI.
IL NOSTRO OBIETTIVO, COME FEDERAZIONE PAGANA, NON E' ESSERE BRAVI O ESSERE
FURBI! IL NOSTRO OBIETTIVO E' LA COSTRUZIONE DELLA LIBERTA' DEGLI ESSERI
UMANI NEL PRESENTE AFFINCHE' SIA POSSIBILE LASCIARE IN EREDITA' AI NOSTRI
FIGLI UN FUTURO SOCIALE MIGLIORE DI QUELLO CHE ABBIAMO INCONTRATO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo!

Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!
http://xoomer.virgilio.it/fedpagana/cinquebb.html

LA STORIA HA VISTO MOLTI PREDICATORI APOCALITTICI!
NELLA DISTRUZIONE SOCIALE, QUESTO HA SUPERATO TUTTI!
IL PAZZO DI NAZARETH!
Terza parte
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

Marco prende l'intero brano in cui appare il paragone sul fico e sul sole
che si oscura e lo cancella aggiungendo una seconda parte che non troviamo
né in Matteo né in Luca. Non tanto per l'imperativo di "pregare" in ogni
tempo, ma per la precisione con la quale allontana la minaccia. La minaccia
è quella di un folle, sembra dire Marco, ma noi la spostiamo, affinché
nessuno sappia il momento in cui quella minaccia assumerà consistenza reale.
Ed ecco l'esempio dell'uomo che lascia la casa, mentre le bestie, i suoi
servi, devono mantenergli la casa nell'attesa del suo ritorno. I servi non
sono uomini, ma bestiame a disposizione dell'uomo che è andato e che in
qualunque momento può tornare. E dal momento che l'onnipotente Figlio
dell'uomo le cui prodezze i vangeli descrivono, non sa quando il suo ritorno
avverrà, nemmeno Pietro lo può sapere consentendo in questo modo di
mantenere sospesa la minaccia. Verifichino pure i pagani, troveranno che non
in questa generazione apparirà il Figlio dell'uomo descritto dai vangeli
ufficiali, ma quando vuole lui; dunque i cristiani si assumono il compito di
mantenere sveglia la vigilanza attraverso le persecuzioni e le torture di
chi ha fedi diverse.
Una delle operazioni che fa Marco è quella di bloccare chiunque che facendo
le stesse cose di Gesù voglia farsi passare per figlio del dio creatore e
contemporaneamente deve allontanare la minaccia della fine del mondo. Dice
Marco: "Badate che nessuno v'inganni: molti verranno in nome mio a dire:
"Sono io", e inganneranno molti. Ma quando voi sentirete parlare di guerre e
di rumori di guerre, non vi turbate. E' necessario che ciò avvenga, tuttavia
non è ancora la fine; poiché si solleverà nazione contro nazione e regno
contro regno, ci saranno terremoti in vari luoghi e verranno delle carestie.
Questo è il principio dei dolori." Dunque la minaccia della fine dei tempi
nel vangelo di Marco è spostata. Ed è spostata esclusivamente per motivi di
propaganda politica: molte cose alla verifica dei pagani non avrebbero retto
(Celso lo dimostra). La cosa più interessante del passo è quella secondo cui
"molti verranno in nome mio e inganneranno". Questo lascia supporre che a
Roma Pietro aveva paura della concorrenza dei suoi stessi "confratelli" e
temeva che questi gli sottraessero i seguaci. La minaccia non è volta a chi
professa fedi diverse, ma a chi parla in nome dello stesso Gesù di cui Marco
è seguace. In realtà Pietro a Roma temeva la concorrenza di Paolo che
cercava di portargli via i seguaci.
Ciò che interessa è che Marco ignora la minaccia insita nel vangelo di
Matteo proprio perché falsa e inconsistente. Tant'è che nel suo: "Cosa
importa seguire Gesù" Marco depenna il passo: "In verità vi dico: vi sono
alcuni fra i qui presenti che non gusteranno la morte prima di aver veduto
il figlio dell'uomo venire nel suo regno". Questa frase in Marco viene
sostituita con: "Se uno si vergognerà di me e delle mie parole tra questa
generazione infedele e perversa, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di
lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli Angeli santi".
Ecco come una minaccia imminente buona per il controllo interno della setta
diventa una minaccia spostata nel tempo buona per il controllo degli Esseri
Umani oltre il limite temporale. Da aggiungersi alla modifica precedente.
Allo stesso modo per il discorso sulla tribolazione di Matteo. Marco non
solo si oppone ma lo sbugiarda quando dice: "Quei giorni saranno di una
tribolazione tale, quale non è mai stata dal principio di tutte le creature
che Dio ha creato, fino ad ora, né più ci sarà: e se il Signore non
abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe; ma egli ha abbreviato quei
giorni in grazia degli eletti che ha scelto. Allora se qualcuno vi dirà:
"Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là, non gli credete! Sorgeranno, infatti,
falsi Messia e falsi profeti, i quali faranno segni e prodigi per ingannare,
se fosse possibile, anche gli eletti. Voi dunque state attenti: ecco, vi ho
tutto predetto".
Questa è la fine delle tribolazioni. Così sappiamo che chiunque può usare le
tribolazioni dell'umanità per annunciare che sta per arrivare la fine del
mondo esattamente come sappiamo che chiunque può dir loro che non è vero,
che sono dei falsi profeti. Ogni cosa e il contrario di ogni cosa pur di
mettere in ginocchio gli Esseri Umani. Così ci sono cristiani che predicano
la fine del mondo con l'imminenza del regno dei cieli e cristiani che vanno
in giro dicendo che quelli sono falsi profeti. E viceversa!
Il gioco della pazzia per assoggettare gli Esseri Umani!
Sia Matteo che Marco si stanno scontrando col Comando Sociale di cui
vogliono impossessarsi. Dunque l'affermazione di Gesù davanti al Sinedrio va
bene per entrambi. La pazzia di Gesù accentuata in Matteo viene limitata in
Marco al fine di sottrarla alla verifica di occhi attenti.
Il progetto di Luca è diverso. Paolo deve scontrarsi con varie comunità
cristiane che non accolgono il suo messaggio in quanto troppo diverso dalla
descrizione del Gesù di Nazareth. Inoltre il progetto di Paolo è si quello
di diffondere il vangelo fra genti diverse ma non quello di costruire una
setta sulla quale imperare. Il suo progetto è quello di imporre la sua
visione del cristianesimo ad ogni altro cristiano. Il progetto di Paolo è
quello di impossessarsi della direzione ideologica del cristianesimo
nascente per imporre il proprio modo di leggere e interpretare i discorsi di
Gesù. Con quest'armata affrontare i pagani.
Il discorso di Marco sul guardarsi dai falsi profeti è riferito proprio a
Paolo e alla sua banda. Infatti dice di guardarsi dai profeti che arrivano
parlando in nome di Gesù indicando come la guerra in corso fosse quella per
assumere il diritto di interpretare e rappresentare Gesù. La dicitura "Molti
verranno in nome mio" era usata da Marco e Pietro per bloccare i tentativi
di Paolo e Luca. A Roma, sembra, Paolo e Pietro si scanneranno contendendosi
i seguaci. Infatti mentre Marco tuona contro i falsi profeti in nome di Gesù
Luca replica: "Or, Giovanni, prendendo la parola, disse: "Maestro, noi
abbiamo veduto uno che caccia i demoni in nome tuo e glielo abbiamo
proibito, perché non ti segue insieme con noi". Gesù gli rispose: "Non
glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi"". In questo Paolo
è più lungimirante, ci vuol poco, di Pietro indicando nell'Essere Luminoso
che cresce il nemico da distruggere. "Il principale va distinto dal
secondario" dice Paolo "prima combattiamo il divino che cresce dentro gli
Esseri Umani e li mettiamo in ginocchio, poi ci scontriamo per la
supremazia". Pietro, invece, ritenendosi demandato direttamente da Gesù come
suo rappresentante non accetta questo pretendendo che Paolo, prima di tutto,
si sottometta al suo volere riconoscendolo capo incontrastato.
Il vangelo di Luca, proprio per il referente che si dà, prende sia da Marco
che da Matteo in base alle proprie esigenze politiche. Dice Luca: "Che
giova, infatti, all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o
danneggia se steso? Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il
Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e in
quella del Padre e degli Angeli santi. Io vi dico in verità: ci sono alcuni,
tra i qui presenti i quali non gusteranno la morte prima di aver visto il
regno di Dio".
Luca attua una sintesi fra quanto afferma Marco e quanto afferma Matteo
trasformandola a proprio uso. Intanto mitiga la pazzia di Gesù
allontanandone il soggetto che sta venendo. In Luca non è più: "il Figlio
dell'uomo venire nel suo regno" ma è: "il regno di dio". Con questo Luca
dimostra di non accettare, almeno in questo contesto il ritorno di Gesù, ma
preferisce parlare dell'avvento del regno di dio. Con questo media fra la
propaganda interna alle sette cristiane e quella da fare presso i Gentili.
Sembra quasi dire, in questo passo: "non crediamo troppo ciecamente che Gesù
ritorni; confidiamo piuttosto in dio". Luca mantiene la minaccia di Matteo
sull'avvento, in quella generazione, del regno di dio. Questo gli consente
di agire all'interno di ogni gruppo cristiano rinnovando la promessa.
Contemporaneamente sposa la minaccia di Marco. Se voi vi vergognate di me io
mi vergogno di voi. Con questo tende a colpevolizzare chiunque non crede o
crede mettendo in dubbio o è spinto a non credere. Il vergognarsi è una
minaccia che colpisce il sentire; i sentimenti delle persone. E' una
minaccia atta a colpevolizzare e Luca non perde l'occasione per appropriarsi
di questo strumento. Luca costruisce una specie di sintesi fra il vangelo di
Marco e quello di Matteo in una situazione nuova: la "perdere l'anima sua"
diventa "perde o danneggia sé stesso". Questo passo è importante in quanto
Luca intende estendere il terrore dalla perdita dell'anima alla perdita
dell'intera vita fisica o del suo danneggiamento.
La pazzia di Gesù viene trattata da Luca in maniera diversa in quanto
diversi sono i fini, gli scopi e i referenti del suo vangelo. Anche in Luca
la pazzia di Gesù è uno strumento di terrore attraverso il quale minacciare
gli Esseri Umani che non intendono aderire al credo che propone.
Luca diventa rimarchevole nei "Segni di ritorno di Cristo giudice". Ciò che
in Matteo è relegato in un solo capitolo Luca lo elabora dal punto di vista
della tradizione greca. Egli sottolinea l'angoscia e la paura che in Matteo
non erano accennate. In Matteo non vi è traccia di paura e di angoscia,
infatti Matteo predica nella setta dove il credere è implicito in ogni
appartenente alla setta. Per Luca non è così. Gli aderenti alla setta vanno
legati. Non devono pensare nemmeno lontanamente di potersene andare senza
tirarsi dietro sentimenti di colpa, timore e angoscia. L'angoscia non deve
essere implicita, deve essere esplicita e sulla paura e l'angoscia deve
essere posto l'accento. Luca sa perfettamente come la paura e l'angoscia
devono essere coltivate; la miseria genera sottomissione e la sottomissione
è garanzia di adesione al credo. A Luca non interessano soltanto le stelle
che cadono, il Sole che si oscura o la Luna che non darà luce. A Luca
interessa coinvolgere gli Esseri Umani nella paura e nell'angoscia. E'
nell'angoscia che può apparire il Gesù. Ed ecco come Luca e i suoi seguaci
semineranno miseria, paura e angoscia tanto poi arriverà il regno di dio e
porterà la redenzione. Porterà la redenzione a chi si è sottomesso, a chi ha
generato paure e angosce. La paura è il nocciolo della differenza che passa
fra Luca e Matteo.
Nel "Come attendere la venuta di Cristo" Luca elabora la seconda parte del
brano di Matteo operando delle sostanziali modifiche. Intanto lo tratta come
una parabola mentre Matteo lo scrive come un discorso diretto. Anche se Luca
riporta "In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto
ciò sia avvenuto." aggiunge lo spostamento temporale. Una contraddizione in
termini. Da un lato afferma che non passerà questa generazione e dall'altro
"pregate in ogni tempo, per poter fuggire a tutto ciò che deve accadere".
Esattamente come Marco, ma non così marcatamente.
Luca come Marco condisce la pazzia di Gesù con le direttive per prepararsi
ad affrontare la fine dei tempi. Marco minaccia con la paura del padrone e
del terrore che incute non essere sottomessi e ossequienti al padrone. In
Luca la vigilanza deve essere attività di sottomissione attraverso scelte
precise. Non solo paura del padrone; ma prepararsi per essere mangiato dal
padrone. Cosa consiglia Luca? Pregare, non mangiare, non bere e non
affrontare la vita! Sottrarsi all'impegno di vivere. Diventare bestiame da
allevamento. Crapulare è mangiare oltre misura! L'accusa è a chi soddisfa i
propri bisogni: chi soddisfa i propri bisogni è in grado di camminare lungo
un cammino d'eternità. Chi si ubriaca non si può mettere in ginocchio.
L'alcol annebbia il cervello, allontana dalle contraddizioni, impedisce di
mettersi in ginocchio (in vino veritas) si è economicamente inutilizzabili.
Pregare è attività di sottomissione. Infine: come si può sottomettere chi
affronta le contraddizioni della vita? Il suo cervello è in continuo
movimento, agisce, ragiona, programma: esercita l'intento. Chi esercita
l'intento sviluppa il dio che ha dentro; chi esercita il dio che ha dentro
non è bestiame da allevamento. Chi non è bestiame da allevamento sa
riconoscere la furbizia di Luca: minacciare la sua generazione e preparare
la minaccia per ogni generazione successiva!
Infine Luca presenta il pazzo che dovrebbe giungere sulle nubi agli altri
greci! Come Socrate, come Aristotele, come Zenone ecco che anche Gesù
insegna nel Tempio a Gerusalemme come Aristotele nel Peripatio del Liceo o
l'Accademia di Carneade. Eppure Gesù non sapeva né leggere né scrivere,
Matteo e Marco non accennano a nulla in proposito. Ma come potevano i greci
aver fiducia di chi non sapeva né scrivere né leggere? Egli insegnava al
Tempio, dice Luca, e tutto il popolo andava da lui per ascoltarlo. Se la
storia di Matteo e Marco, per quanto folle e per quante stupidaggini ha una
sua costruzione logica, quella di Luca è tale da far coincidere gli opposti.
D'altronde gli opposti sono gli obiettivi di conquista di Paolo: i pagani da
un lato e sottomettere alla propria parola tutte le sette cristiane che si
stavano formando.
La pazzia di Gesù viene riprodotta anche durante il processo. Anche a Paolo
interessa combattere il potere costituito. Un Gesù che afferma di essere
figlio di dio davanti ai Gran Sacerdoti è un aspetto che Luca non può
trascurare.
Ecco dunque la pazzia di Gesù. Gesù viene descritto come un pazzo che va in
giro per la Palestina affermando di essere il figlio del dio creatore e
pretendendo che ogni Essere Umano si metta in ginocchio al suo passaggio.
Pretende questo e per ottenere questo minaccia costantemente il divenire
degli Esseri Umani. Egli si spaccia padrone della vita e pretende che
chiunque accetti le sue pretese di padrone della vita.
Millanta e minaccia. Minaccia e millanta. Afferma di essere il figlio del
dio creatore e con questa convinzione attraversa la Palestina. Il suo
millantare, la sua pazzia deve essere mediata e finalizzata dal progetto
politico. Il progetto politico è il controllo degli Esseri Umani. Come
arrivare ad esercitarlo al meglio? Come articolarlo a seconda dei vari
modelli di vita che si incontrano? Diffondere la pulsione di morte
attraverso l'accettazione della pazzia di Gesù come la verità del suo
essere! Come la follia davanti alla quale piegare gli Esseri Umani!
La follia deve essere venduta all'interno della setta, ma deve essere
mediata quando uscendo dalla setta si scontra col mondo circostante e con
coloro, che non accettando la fede acritica, preferiscono verificare e
controllare. Ci penserà Giovanni, col suo quarto vangelo ufficiale a
condannare chiunque voglia verificare. Chiunque voglia discutere il volere
divino. Sarà Giovanni attraverso il racconto di Tommaso che condannerà tutti
gli Esseri Umani che tenteranno la verifica.
Per quanto riguarda la pazzia di Gesù in Giovanni il discorso è diverso.
Giovanni non racconta più partendo da un corpo dottrinale originale, ma
costruisce un proprio castello. Non che anche lui non peschi da quel corpo
unico, ma le sue esigenze sono diverse. Egli deve ricompattare i cristiani
che avendo scoperto la vuotezza delle descrizioni di Gesù nei vangeli
ufficiali precedenti stanno andandosene per strade che portano a sviluppare
il "Figlio dell'uomo" che ogni Essere Umano ha dentro.
Giovanni può lavorare sul non ricordo, sulla dimenticanza totale del corpo
dottrinale precedente e su un ac***ulo di leggende di un Gesù buono che
nasconde un Gesù pazzo. Un bugiardo che ha attraversato la Palestina e che
forse non è nemmeno esistito se non nelle nebbie dei desideri di chi
sconfitto dalla vita desidera un padrone potente che gli risolve i problemi
affrontando per lui le contraddizioni.
L'intero processo di Gesù in Giovanni viene completamente stravolto per
rendere maggiore la figura di Gesù cancellandone le affermazioni folli. La
stessa follia traspare come mediazione con dio. La follia in Gesù sembra
assumere l'aspetto di accettazione del proprio ruolo di figlio del dio
creatore.
Così le affermazioni folli sono quasi estorte, un premio a chi gli sta
davanti: "In verità, in verità vi dico: voi vedrete il cielo aperto e gli
Angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo". Affermazione
forte ma è fuori dallo spazio e dal tempo. Affermazione forte ma non
verificabile. Una minaccia sospesa sopra le teste di chiunque.
Giovanni non può esimersi dalla minaccia personale. Ed ecco affermare: " In
verità in verità vi dico: viene l'ora, ed è questa, in cui i morti udranno
la voce del Figlio di Dio, e chi l'ascolta vivrà. Perché, come il Padre ha
in se la vita, così pure ha dato al figlio d'aver la vita in se stesso, e
gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.".
Giovanni in questo brano estende la pazzia da Gesù a dio per finalizzare il
proprio progetto di egemonia del cristianesimo sullo gnosticismo. E il
cristianesimo sarà vincente.
I cristiani non avranno pudore nell'esaltare la pazzia del loro profeta, le
assurde promesse che convinceranno gli Esseri Umani a sottomettersi pena la
tortura e la morte. Gli gnostici soccomberanno perché mancheranno di forza
per superare il loro condizionamento educazionale. Quando le loro visioni
giungeranno all'origine del tempo non troveranno nessun dio creatore. Non
riescono a scorgere il divino che permea l'universo. Quella visione, anziché
renderli audaci e coraggiosi nella vita di tutti i giorni, li sconvolgerà.
"Come, non esiste nessun dio creatore?" ed ecco inventare il dio
sconosciuto! Il loro condizionamento educazionale li metterà in ginocchio. I
cristiani, al contrario, non avranno pudori. Per loro la pazzia di Gesù è un
atto di verità davanti al quale sottomettere gli Esseri Umani. E li
sottometteranno con le vessazioni, le persecuzioni, le torture, i roghi e la
morte. Gli gnostici e gli eretici, davanti a tanta violenza vengono
travolti.
La pazzia di Gesù è trionfante. In fondo è la stessa pazzia che attraversa
il Potere di Avere. La pazzia di chi possedendo Esseri Umani si ritiene
onnipotente!
In questo tipo di pazzia si identificheranno tutti i cristiani. Questo tipo
di pazzia sarà socialmente tollerata nella misura in cui verrà esercitata
dal più forte sul più debole. Verrà tollerata nella misura in cui sarà
funzionale a coltivare e sedimentare la gerarchia sociale.
La follia di Gesù sarà la più potente arma che i vangeli metteranno nelle
mani di Costantino e di ogni altro Comando Sociale che da dio e dalla chiesa
cattolica trarrà il proprio potere "spirituale" e materiale sugli Esseri
Umani.
Un'arma feroce e potente con la quale distruggere il divenire degli Esseri
Umani in ogni Sistema Sociale dominato dalle religioni monoteiste.
Concludendo possiamo dire che al di là dei singoli progetti politici
presenti nei vangeli ufficiali, Gesù è solo un pazzo che gira per la
Palestina affermando di essere figlio del dio creatore e pretendendo che
chiunque si metta in ginocchio. Gesù è un povero pazzo che come altre
migliaia di persone ha girato la Palestina dicendo di essere il messaggero
di dio. La sua "dottrina" è stata scritta per operazioni di dominio politico
sugli Esseri Umani e le vicende storiche hanno sfruttato l'ideologia del
dominio in essa proposta al fine di distruggere il divenire umano
consolidando regimi che facevano dello schiavismo la loro logica
d'esistenza.
Concludendo: Gesù, come descritto, è solo un pazzo che per le sue
affermazioni oggi verrebbe rinchiuso in manicomio:
I ferri roventi hanno imposto un pazzo per mettere in ginocchio gli Esseri
Umani!
Da questo traiamone le conseguenze: ogni volta che un Essere Umano si mette
in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth rinnova l'orrore dei ferri
roventi! Rinnova l'orrore dello schiavismo! Rinnova l'orrore dei campi di
sterminio nazisti! Rinnova l'orrore del colonialismo! Rinnova l'orrore
dell'Essere Umano bestiame ad uso e consumo di un dio assassino!
FINITO DI SCRIVERE 03 MAGGIO 1997
E' necessario fare un'altra precisazione sul perché questo rappresenta
orrore. Chi scrive del pazzo di Nazareth sono degli apocalittici. Sono dei
personaggi disperati che vedono avvicinarsi la fine del mondo. Non sono in
grado di vedere nessuna costruzione del futuro. Vedono solo la distruzione
quale proiezione del loro modo di essere nel mondo in cui vivono.
Questo ha agito su tutti i Sistemi Sociali, compreso quello che noi
definiamo abiatualmente Comunista quale esperiemento sociale dell'URSS e dei
paesi dell'est europeo. In che modo ha inciso su quell'esperimento. Perché
quei regimi altro non erano che imitazioni dei racconti dei primi cristiani
che rinunciavano alle ricchezze nell'attesa dell'apocalisse. Solo che l'URSS
e i paesi dell'est europeo non pensavano all'apocalisse finché questa non
arrivò. Ad imitazione del comportamento, che è stato leggendarizzato, di chi
dà i soldi ai vertici cristiani che poi li distribuiscono ai poveri. I primi
cristiani lo facevano perché NON C'ERA PIU' FUTURO! In pratica, erano
convinti che la fine del mondo stesse arrivando. Pertanto, chi poteva, non
agiva per costruire il futuro, ma si privava delle ricchezze perché tanto
non c'era più futuro per nessuno.
Questo era il senso del Pazzo di Nazareth: la costruzione della miseria fra
gli Esseri Umani. Non essendoci più futuro, perché arare il campo? Perché
seminare? Perché ammassare nei granai? Perché costruire strade? Queste sono
cose che fanno i Pagani, noi sappiamo che il pazzo arriva con grande potenza
dalle nuvole! Dividiamoci quello che c'è e moriamo!
Questo è il senso apocalittico del messaggio degli evangelisti criminali
quali Marco, Matteo, Luca e Giovanni! Quel messaggio, rinnovato di
generazione in generazione ha portato i missionari cristiani a distruggere
le culture sociali di mezzo mondo; hanno costruito miseria, massacri e
stupri perché tanto il loro dio pazzo stava arrivando con grande potenza
sulle nubi.
Ogni volta che si verificava una qualche catastrofe erano sempre i Pagani
(chi percepiva il senso del Sistema Sociale, il senso del costruire, il
senso di Libertà) a rimboccarsi le maniche mentre i cristiani distruggevano
le capacità di organizzarsi degli Esseri Umani nel presente per predisporli
alle nuove catastrofi.
Combattere l'ideologia del pazzo di Nazareth è l'unico modo per difendere il
nostro dettato Costituzionale. Difendere le costituzioni di ogni paese
europeo e sviluppare la libertà degli Esseri Umani.
Ottobre 2001

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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2 20th July 09:30
mr
External User
 
Posts: 1
Default Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!


"Franco Santin" <solef@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:GQNSd.940665$35.35326695@news4.tin.it...


Fumato pesante eh? o era un videogioco?
Ad ogni buon modo cerca di farti visitare da un dottore,
un pò di cure e tornerai a ragionare come nuovo!

Auguri
Matteo
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3 20th July 09:32
franco santin
External User
 
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Default Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!


----- Original Message -----
From: "Gatsu" <.........................>
Newsgroups: free.it.anticristianesimo
Sent: Thursday, February 24, 2005 2:14 PM
Subject: Re: basta con santin & C.

================================================== ==
================================================== ====
FEDERAZIONE PAGANA

PRESENTA
ALCUNI EFFETTI SOCIALI PRODOTTI DAI VANGELI DI MARCO, MATTEO, LUCA E
GIOVANNI, DOPO CHE IL SENTIRE PAGANO ANTICO FU DISTRUTTO E I POPOLI
MACELLATI A MAGGIOR GLORIA DEL DIO PADRONE.
ANCORA OGGI, GLI ESSERI UMANI, PAGANO LE CONSEGUENZE DI QUELL'ORRORE!
QUESTE PAGINE SONO STATE SCRITTE AFFINCHE' I CRISTIANI RIFLETTANO SULLA
QUALITA' DEL LORO DIO, L'ORRORE DEL LORO PROFETA E L'ODIO PER GLI ESSERI
UMANI MANIFESTATO DALLA LORO FEDE.
DA PARTE MIA SONO SEMPRE PRONTO A RIVEDERE IL MIO GIUDIZIO QUALORA I
CRISTIANI MI DIMOSTRINO, IN PUBBLICO CONFRONTO, CHE QUANTO SCRITTO SU QUESTE
PAGINE NON CORRISPONDE AL VERO!
SIA CHIARO CHE IL VERO NON E' RIFERITO ALLA MAGGIORE O MINORE QUALITA' DELLO
SCRITTO O DELL'ESPOSIZIONE, MA E' RIFERITO ALLA QUALITA' DEI PRINCIPI
DOTTRINALI E ALLA LORO MANIFESTAZIONE NEI SISTEMI SOCIALI.
IL NOSTRO OBIETTIVO, COME FEDERAZIONE PAGANA, NON E' ESSERE BRAVI O ESSERE
FURBI! IL NOSTRO OBIETTIVO E' LA COSTRUZIONE DELLA LIBERTA' DEGLI ESSERI
UMANI NEL PRESENTE AFFINCHE' SIA POSSIBILE LASCIARE IN EREDITA' AI NOSTRI
FIGLI UN FUTURO SOCIALE MIGLIORE DI QUELLO CHE ABBIAMO INCONTRATO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo!

Gesù di Nazareth e i Demoni: distruggere il DIO che cresce dentro all'Essere
Umano per trasformalo in bestiame da condurre al macello!
Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Prima Parte
Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Seconda Parte
Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!

In cosa consiste il tradimento di Giuda?
In http://xoomer.virgilio.it/fedpagana/cinquec.html

Perché la pratica della pederastia e della pedofilia è una costante nella
chiesa cattolica? Prima Parte
http://xoomer.virgilio.it/fedpagana/cinqued.html

Perché la pratica della pederastia e della pedofilia è una costante nella
chiesa cattolica? Seconda Parte
http://xoomer.virgilio.it/fedpagana/cinqueda.html


Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!
http://xoomer.virgilio.it/fedpagana/cinquebb.html

LA STORIA HA VISTO MOLTI PREDICATORI APOCALITTICI!
NELLA DISTRUZIONE SOCIALE, QUESTO HA SUPERATO TUTTI!
IL PAZZO DI NAZARETH!
Terza parte
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

Marco prende l'intero brano in cui appare il paragone sul fico e sul sole
che si oscura e lo cancella aggiungendo una seconda parte che non troviamo
né in Matteo né in Luca. Non tanto per l'imperativo di "pregare" in ogni
tempo, ma per la precisione con la quale allontana la minaccia. La minaccia
è quella di un folle, sembra dire Marco, ma noi la spostiamo, affinché
nessuno sappia il momento in cui quella minaccia assumerà consistenza reale.
Ed ecco l'esempio dell'uomo che lascia la casa, mentre le bestie, i suoi
servi, devono mantenergli la casa nell'attesa del suo ritorno. I servi non
sono uomini, ma bestiame a disposizione dell'uomo che è andato e che in
qualunque momento può tornare. E dal momento che l'onnipotente Figlio
dell'uomo le cui prodezze i vangeli descrivono, non sa quando il suo ritorno
avverrà, nemmeno Pietro lo può sapere consentendo in questo modo di
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in questa generazione apparirà il Figlio dell'uomo descritto dai vangeli
ufficiali, ma quando vuole lui; dunque i cristiani si assumono il compito di
mantenere sveglia la vigilanza attraverso le persecuzioni e le torture di
chi ha fedi diverse.
Una delle operazioni che fa Marco è quella di bloccare chiunque che facendo
le stesse cose di Gesù voglia farsi passare per figlio del dio creatore e
contemporaneamente deve allontanare la minaccia della fine del mondo. Dice
Marco: "Badate che nessuno v'inganni: molti verranno in nome mio a dire:
"Sono io", e inganneranno molti. Ma quando voi sentirete parlare di guerre e
di rumori di guerre, non vi turbate. E' necessario che ciò avvenga, tuttavia
non è ancora la fine; poiché si solleverà nazione contro nazione e regno
contro regno, ci saranno terremoti in vari luoghi e verranno delle carestie.
Questo è il principio dei dolori." Dunque la minaccia della fine dei tempi
nel vangelo di Marco è spostata. Ed è spostata esclusivamente per motivi di
propaganda politica: molte cose alla verifica dei pagani non avrebbero retto
(Celso lo dimostra). La cosa più interessante del passo è quella secondo cui
"molti verranno in nome mio e inganneranno". Questo lascia supporre che a
Roma Pietro aveva paura della concorrenza dei suoi stessi "confratelli" e
temeva che questi gli sottraessero i seguaci. La minaccia non è volta a chi
professa fedi diverse, ma a chi parla in nome dello stesso Gesù di cui Marco
è seguace. In realtà Pietro a Roma temeva la concorrenza di Paolo che
cercava di portargli via i seguaci.
Ciò che interessa è che Marco ignora la minaccia insita nel vangelo di
Matteo proprio perché falsa e inconsistente. Tant'è che nel suo: "Cosa
importa seguire Gesù" Marco depenna il passo: "In verità vi dico: vi sono
alcuni fra i qui presenti che non gusteranno la morte prima di aver veduto
il figlio dell'uomo venire nel suo regno". Questa frase in Marco viene
sostituita con: "Se uno si vergognerà di me e delle mie parole tra questa
generazione infedele e perversa, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di
lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli Angeli santi".
Ecco come una minaccia imminente buona per il controllo interno della setta
diventa una minaccia spostata nel tempo buona per il controllo degli Esseri
Umani oltre il limite temporale. Da aggiungersi alla modifica precedente.
Allo stesso modo per il discorso sulla tribolazione di Matteo. Marco non
solo si oppone ma lo sbugiarda quando dice: "Quei giorni saranno di una
tribolazione tale, quale non è mai stata dal principio di tutte le creature
che Dio ha creato, fino ad ora, né più ci sarà: e se il Signore non
abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe; ma egli ha abbreviato quei
giorni in grazia degli eletti che ha scelto. Allora se qualcuno vi dirà:
"Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là, non gli credete! Sorgeranno, infatti,
falsi Messia e falsi profeti, i quali faranno segni e prodigi per ingannare,
se fosse possibile, anche gli eletti. Voi dunque state attenti: ecco, vi ho
tutto predetto".
Questa è la fine delle tribolazioni. Così sappiamo che chiunque può usare le
tribolazioni dell'umanità per annunciare che sta per arrivare la fine del
mondo esattamente come sappiamo che chiunque può dir loro che non è vero,
che sono dei falsi profeti. Ogni cosa e il contrario di ogni cosa pur di
mettere in ginocchio gli Esseri Umani. Così ci sono cristiani che predicano
la fine del mondo con l'imminenza del regno dei cieli e cristiani che vanno
in giro dicendo che quelli sono falsi profeti. E viceversa!
Il gioco della pazzia per assoggettare gli Esseri Umani!
Sia Matteo che Marco si stanno scontrando col Comando Sociale di cui
vogliono impossessarsi. Dunque l'affermazione di Gesù davanti al Sinedrio va
bene per entrambi. La pazzia di Gesù accentuata in Matteo viene limitata in
Marco al fine di sottrarla alla verifica di occhi attenti.
Il progetto di Luca è diverso. Paolo deve scontrarsi con varie comunità
cristiane che non accolgono il suo messaggio in quanto troppo diverso dalla
descrizione del Gesù di Nazareth. Inoltre il progetto di Paolo è si quello
di diffondere il vangelo fra genti diverse ma non quello di costruire una
setta sulla quale imperare. Il suo progetto è quello di imporre la sua
visione del cristianesimo ad ogni altro cristiano. Il progetto di Paolo è
quello di impossessarsi della direzione ideologica del cristianesimo
nascente per imporre il proprio modo di leggere e interpretare i discorsi di
Gesù. Con quest'armata affrontare i pagani.
Il discorso di Marco sul guardarsi dai falsi profeti è riferito proprio a
Paolo e alla sua banda. Infatti dice di guardarsi dai profeti che arrivano
parlando in nome di Gesù indicando come la guerra in corso fosse quella per
assumere il diritto di interpretare e rappresentare Gesù. La dicitura "Molti
verranno in nome mio" era usata da Marco e Pietro per bloccare i tentativi
di Paolo e Luca. A Roma, sembra, Paolo e Pietro si scanneranno contendendosi
i seguaci. Infatti mentre Marco tuona contro i falsi profeti in nome di Gesù
Luca replica: "Or, Giovanni, prendendo la parola, disse: "Maestro, noi
abbiamo veduto uno che caccia i demoni in nome tuo e glielo abbiamo
proibito, perché non ti segue insieme con noi". Gesù gli rispose: "Non
glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi"". In questo Paolo
è più lungimirante, ci vuol poco, di Pietro indicando nell'Essere Luminoso
che cresce il nemico da distruggere. "Il principale va distinto dal
secondario" dice Paolo "prima combattiamo il divino che cresce dentro gli
Esseri Umani e li mettiamo in ginocchio, poi ci scontriamo per la
supremazia". Pietro, invece, ritenendosi demandato direttamente da Gesù come
suo rappresentante non accetta questo pretendendo che Paolo, prima di tutto,
si sottometta al suo volere riconoscendolo capo incontrastato.
Il vangelo di Luca, proprio per il referente che si dà, prende sia da Marco
che da Matteo in base alle proprie esigenze politiche. Dice Luca: "Che
giova, infatti, all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o
danneggia se steso? Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il
Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e in
quella del Padre e degli Angeli santi. Io vi dico in verità: ci sono alcuni,
tra i qui presenti i quali non gusteranno la morte prima di aver visto il
regno di Dio".
Luca attua una sintesi fra quanto afferma Marco e quanto afferma Matteo
trasformandola a proprio uso. Intanto mitiga la pazzia di Gesù
allontanandone il soggetto che sta venendo. In Luca non è più: "il Figlio
dell'uomo venire nel suo regno" ma è: "il regno di dio". Con questo Luca
dimostra di non accettare, almeno in questo contesto il ritorno di Gesù, ma
preferisce parlare dell'avvento del regno di dio. Con questo media fra la
propaganda interna alle sette cristiane e quella da fare presso i Gentili.
Sembra quasi dire, in questo passo: "non crediamo troppo ciecamente che Gesù
ritorni; confidiamo piuttosto in dio". Luca mantiene la minaccia di Matteo
sull'avvento, in quella generazione, del regno di dio. Questo gli consente
di agire all'interno di ogni gruppo cristiano rinnovando la promessa.
Contemporaneamente sposa la minaccia di Marco. Se voi vi vergognate di me io
mi vergogno di voi. Con questo tende a colpevolizzare chiunque non crede o
crede mettendo in dubbio o è spinto a non credere. Il vergognarsi è una
minaccia che colpisce il sentire; i sentimenti delle persone. E' una
minaccia atta a colpevolizzare e Luca non perde l'occasione per appropriarsi
di questo strumento. Luca costruisce una specie di sintesi fra il vangelo di
Marco e quello di Matteo in una situazione nuova: la "perdere l'anima sua"
diventa "perde o danneggia sé stesso". Questo passo è importante in quanto
Luca intende estendere il terrore dalla perdita dell'anima alla perdita
dell'intera vita fisica o del suo danneggiamento.
La pazzia di Gesù viene trattata da Luca in maniera diversa in quanto
diversi sono i fini, gli scopi e i referenti del suo vangelo. Anche in Luca
la pazzia di Gesù è uno strumento di terrore attraverso il quale minacciare
gli Esseri Umani che non intendono aderire al credo che propone.
Luca diventa rimarchevole nei "Segni di ritorno di Cristo giudice". Ciò che
in Matteo è relegato in un solo capitolo Luca lo elabora dal punto di vista
della tradizione greca. Egli sottolinea l'angoscia e la paura che in Matteo
non erano accennate. In Matteo non vi è traccia di paura e di angoscia,
infatti Matteo predica nella setta dove il credere è implicito in ogni
appartenente alla setta. Per Luca non è così. Gli aderenti alla setta vanno
legati. Non devono pensare nemmeno lontanamente di potersene andare senza
tirarsi dietro sentimenti di colpa, timore e angoscia. L'angoscia non deve
essere implicita, deve essere esplicita e sulla paura e l'angoscia deve
essere posto l'accento. Luca sa perfettamente come la paura e l'angoscia
devono essere coltivate; la miseria genera sottomissione e la sottomissione
è garanzia di adesione al credo. A Luca non interessano soltanto le stelle
che cadono, il Sole che si oscura o la Luna che non darà luce. A Luca
interessa coinvolgere gli Esseri Umani nella paura e nell'angoscia. E'
nell'angoscia che può apparire il Gesù. Ed ecco come Luca e i suoi seguaci
semineranno miseria, paura e angoscia tanto poi arriverà il regno di dio e
porterà la redenzione. Porterà la redenzione a chi si è sottomesso, a chi ha
generato paure e angosce. La paura è il nocciolo della differenza che passa
fra Luca e Matteo.
Nel "Come attendere la venuta di Cristo" Luca elabora la seconda parte del
brano di Matteo operando delle sostanziali modifiche. Intanto lo tratta come
una parabola mentre Matteo lo scrive come un discorso diretto. Anche se Luca
riporta "In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto
ciò sia avvenuto." aggiunge lo spostamento temporale. Una contraddizione in
termini. Da un lato afferma che non passerà questa generazione e dall'altro
"pregate in ogni tempo, per poter fuggire a tutto ciò che deve accadere".
Esattamente come Marco, ma non così marcatamente.
Luca come Marco condisce la pazzia di Gesù con le direttive per prepararsi
ad affrontare la fine dei tempi. Marco minaccia con la paura del padrone e
del terrore che incute non essere sottomessi e ossequienti al padrone. In
Luca la vigilanza deve essere attività di sottomissione attraverso scelte
precise. Non solo paura del padrone; ma prepararsi per essere mangiato dal
padrone. Cosa consiglia Luca? Pregare, non mangiare, non bere e non
affrontare la vita! Sottrarsi all'impegno di vivere. Diventare bestiame da
allevamento. Crapulare è mangiare oltre misura! L'accusa è a chi soddisfa i
propri bisogni: chi soddisfa i propri bisogni è in grado di camminare lungo
un cammino d'eternità. Chi si ubriaca non si può mettere in ginocchio.
L'alcol annebbia il cervello, allontana dalle contraddizioni, impedisce di
mettersi in ginocchio (in vino veritas) si è economicamente inutilizzabili.
Pregare è attività di sottomissione. Infine: come si può sottomettere chi
affronta le contraddizioni della vita? Il suo cervello è in continuo
movimento, agisce, ragiona, programma: esercita l'intento. Chi esercita
l'intento sviluppa il dio che ha dentro; chi esercita il dio che ha dentro
non è bestiame da allevamento. Chi non è bestiame da allevamento sa
riconoscere la furbizia di Luca: minacciare la sua generazione e preparare
la minaccia per ogni generazione successiva!
Infine Luca presenta il pazzo che dovrebbe giungere sulle nubi agli altri
greci! Come Socrate, come Aristotele, come Zenone ecco che anche Gesù
insegna nel Tempio a Gerusalemme come Aristotele nel Peripatio del Liceo o
l'Accademia di Carneade. Eppure Gesù non sapeva né leggere né scrivere,
Matteo e Marco non accennano a nulla in proposito. Ma come potevano i greci
aver fiducia di chi non sapeva né scrivere né leggere? Egli insegnava al
Tempio, dice Luca, e tutto il popolo andava da lui per ascoltarlo. Se la
storia di Matteo e Marco, per quanto folle e per quante stupidaggini ha una
sua costruzione logica, quella di Luca è tale da far coincidere gli opposti.
D'altronde gli opposti sono gli obiettivi di conquista di Paolo: i pagani da
un lato e sottomettere alla propria parola tutte le sette cristiane che si
stavano formando.
La pazzia di Gesù viene riprodotta anche durante il processo. Anche a Paolo
interessa combattere il potere costituito. Un Gesù che afferma di essere
figlio di dio davanti ai Gran Sacerdoti è un aspetto che Luca non può
trascurare.
Ecco dunque la pazzia di Gesù. Gesù viene descritto come un pazzo che va in
giro per la Palestina affermando di essere il figlio del dio creatore e
pretendendo che ogni Essere Umano si metta in ginocchio al suo passaggio.
Pretende questo e per ottenere questo minaccia costantemente il divenire
degli Esseri Umani. Egli si spaccia padrone della vita e pretende che
chiunque accetti le sue pretese di padrone della vita.
Millanta e minaccia. Minaccia e millanta. Afferma di essere il figlio del
dio creatore e con questa convinzione attraversa la Palestina. Il suo
millantare, la sua pazzia deve essere mediata e finalizzata dal progetto
politico. Il progetto politico è il controllo degli Esseri Umani. Come
arrivare ad esercitarlo al meglio? Come articolarlo a seconda dei vari
modelli di vita che si incontrano? Diffondere la pulsione di morte
attraverso l'accettazione della pazzia di Gesù come la verità del suo
essere! Come la follia davanti alla quale piegare gli Esseri Umani!
La follia deve essere venduta all'interno della setta, ma deve essere
mediata quando uscendo dalla setta si scontra col mondo circostante e con
coloro, che non accettando la fede acritica, preferiscono verificare e
controllare. Ci penserà Giovanni, col suo quarto vangelo ufficiale a
condannare chiunque voglia verificare. Chiunque voglia discutere il volere
divino. Sarà Giovanni attraverso il racconto di Tommaso che condannerà tutti
gli Esseri Umani che tenteranno la verifica.
Per quanto riguarda la pazzia di Gesù in Giovanni il discorso è diverso.
Giovanni non racconta più partendo da un corpo dottrinale originale, ma
costruisce un proprio castello. Non che anche lui non peschi da quel corpo
unico, ma le sue esigenze sono diverse. Egli deve ricompattare i cristiani
che avendo scoperto la vuotezza delle descrizioni di Gesù nei vangeli
ufficiali precedenti stanno andandosene per strade che portano a sviluppare
il "Figlio dell'uomo" che ogni Essere Umano ha dentro.
Giovanni può lavorare sul non ricordo, sulla dimenticanza totale del corpo
dottrinale precedente e su un ac***ulo di leggende di un Gesù buono che
nasconde un Gesù pazzo. Un bugiardo che ha attraversato la Palestina e che
forse non è nemmeno esistito se non nelle nebbie dei desideri di chi
sconfitto dalla vita desidera un padrone potente che gli risolve i problemi
affrontando per lui le contraddizioni.
L'intero processo di Gesù in Giovanni viene completamente stravolto per
rendere maggiore la figura di Gesù cancellandone le affermazioni folli. La
stessa follia traspare come mediazione con dio. La follia in Gesù sembra
assumere l'aspetto di accettazione del proprio ruolo di figlio del dio
creatore.
Così le affermazioni folli sono quasi estorte, un premio a chi gli sta
davanti: "In verità, in verità vi dico: voi vedrete il cielo aperto e gli
Angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo". Affermazione
forte ma è fuori dallo spazio e dal tempo. Affermazione forte ma non
verificabile. Una minaccia sospesa sopra le teste di chiunque.
Giovanni non può esimersi dalla minaccia personale. Ed ecco affermare: " In
verità in verità vi dico: viene l'ora, ed è questa, in cui i morti udranno
la voce del Figlio di Dio, e chi l'ascolta vivrà. Perché, come il Padre ha
in se la vita, così pure ha dato al figlio d'aver la vita in se stesso, e
gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.".
Giovanni in questo brano estende la pazzia da Gesù a dio per finalizzare il
proprio progetto di egemonia del cristianesimo sullo gnosticismo. E il
cristianesimo sarà vincente.
I cristiani non avranno pudore nell'esaltare la pazzia del loro profeta, le
assurde promesse che convinceranno gli Esseri Umani a sottomettersi pena la
tortura e la morte. Gli gnostici soccomberanno perché mancheranno di forza
per superare il loro condizionamento educazionale. Quando le loro visioni
giungeranno all'origine del tempo non troveranno nessun dio creatore. Non
riescono a scorgere il divino che permea l'universo. Quella visione, anziché
renderli audaci e coraggiosi nella vita di tutti i giorni, li sconvolgerà.
"Come, non esiste nessun dio creatore?" ed ecco inventare il dio
sconosciuto! Il loro condizionamento educazionale li metterà in ginocchio. I
cristiani, al contrario, non avranno pudori. Per loro la pazzia di Gesù è un
atto di verità davanti al quale sottomettere gli Esseri Umani. E li
sottometteranno con le vessazioni, le persecuzioni, le torture, i roghi e la
morte. Gli gnostici e gli eretici, davanti a tanta violenza vengono
travolti.
La pazzia di Gesù è trionfante. In fondo è la stessa pazzia che attraversa
il Potere di Avere. La pazzia di chi possedendo Esseri Umani si ritiene
onnipotente!
In questo tipo di pazzia si identificheranno tutti i cristiani. Questo tipo
di pazzia sarà socialmente tollerata nella misura in cui verrà esercitata
dal più forte sul più debole. Verrà tollerata nella misura in cui sarà
funzionale a coltivare e sedimentare la gerarchia sociale.
La follia di Gesù sarà la più potente arma che i vangeli metteranno nelle
mani di Costantino e di ogni altro Comando Sociale che da dio e dalla chiesa
cattolica trarrà il proprio potere "spirituale" e materiale sugli Esseri
Umani.
Un'arma feroce e potente con la quale distruggere il divenire degli Esseri
Umani in ogni Sistema Sociale dominato dalle religioni monoteiste.
Concludendo possiamo dire che al di là dei singoli progetti politici
presenti nei vangeli ufficiali, Gesù è solo un pazzo che gira per la
Palestina affermando di essere figlio del dio creatore e pretendendo che
chiunque si metta in ginocchio. Gesù è un povero pazzo che come altre
migliaia di persone ha girato la Palestina dicendo di essere il messaggero
di dio. La sua "dottrina" è stata scritta per operazioni di dominio politico
sugli Esseri Umani e le vicende storiche hanno sfruttato l'ideologia del
dominio in essa proposta al fine di distruggere il divenire umano
consolidando regimi che facevano dello schiavismo la loro logica
d'esistenza.
Concludendo: Gesù, come descritto, è solo un pazzo che per le sue
affermazioni oggi verrebbe rinchiuso in manicomio:
I ferri roventi hanno imposto un pazzo per mettere in ginocchio gli Esseri
Umani!
Da questo traiamone le conseguenze: ogni volta che un Essere Umano si mette
in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth rinnova l'orrore dei ferri
roventi! Rinnova l'orrore dello schiavismo! Rinnova l'orrore dei campi di
sterminio nazisti! Rinnova l'orrore del colonialismo! Rinnova l'orrore
dell'Essere Umano bestiame ad uso e consumo di un dio assassino!
FINITO DI SCRIVERE 03 MAGGIO 1997
E' necessario fare un'altra precisazione sul perché questo rappresenta
orrore. Chi scrive del pazzo di Nazareth sono degli apocalittici. Sono dei
personaggi disperati che vedono avvicinarsi la fine del mondo. Non sono in
grado di vedere nessuna costruzione del futuro. Vedono solo la distruzione
quale proiezione del loro modo di essere nel mondo in cui vivono.
Questo ha agito su tutti i Sistemi Sociali, compreso quello che noi
definiamo abiatualmente Comunista quale esperiemento sociale dell'URSS e dei
paesi dell'est europeo. In che modo ha inciso su quell'esperimento. Perché
quei regimi altro non erano che imitazioni dei racconti dei primi cristiani
che rinunciavano alle ricchezze nell'attesa dell'apocalisse. Solo che l'URSS
e i paesi dell'est europeo non pensavano all'apocalisse finché questa non
arrivò. Ad imitazione del comportamento, che è stato leggendarizzato, di chi
dà i soldi ai vertici cristiani che poi li distribuiscono ai poveri. I primi
cristiani lo facevano perché NON C'ERA PIU' FUTURO! In pratica, erano
convinti che la fine del mondo stesse arrivando. Pertanto, chi poteva, non
agiva per costruire il futuro, ma si privava delle ricchezze perché tanto
non c'era più futuro per nessuno.
Questo era il senso del Pazzo di Nazareth: la costruzione della miseria fra
gli Esseri Umani. Non essendoci più futuro, perché arare il campo? Perché
seminare? Perché ammassare nei granai? Perché costruire strade? Queste sono
cose che fanno i Pagani, noi sappiamo che il pazzo arriva con grande potenza
dalle nuvole! Dividiamoci quello che c'è e moriamo!
Questo è il senso apocalittico del messaggio degli evangelisti criminali
quali Marco, Matteo, Luca e Giovanni! Quel messaggio, rinnovato di
generazione in generazione ha portato i missionari cristiani a distruggere
le culture sociali di mezzo mondo; hanno costruito miseria, massacri e
stupri perché tanto il loro dio pazzo stava arrivando con grande potenza
sulle nubi.
Ogni volta che si verificava una qualche catastrofe erano sempre i Pagani
(chi percepiva il senso del Sistema Sociale, il senso del costruire, il
senso di Libertà) a rimboccarsi le maniche mentre i cristiani distruggevano
le capacità di organizzarsi degli Esseri Umani nel presente per predisporli
alle nuove catastrofi.
Combattere l'ideologia del pazzo di Nazareth è l'unico modo per difendere il
nostro dettato Costituzionale. Difendere le costituzioni di ogni paese
europeo e sviluppare la libertà degli Esseri Umani.
Ottobre 2001

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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4 20th July 09:32
franco santin
External User
 
Posts: 1
Default Gesù di Nazareth: il pazzo di Nazareth! Terza Parte!


"Franco Santin" <solef@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:dzkTd.584874$b5.26730049@news3.tin.it...

Scusate l' invio è stato doppio. Nel rileggerlo vi sarà più facile trovare
inesattezze.
Buona attenta lettura.
Franco Santin
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