Indurre all'astensione è un reato (referendum)
Indurre all'astensione è un reato
COSA DICE LA LEGGE
Art. 98 del Testo Unico delle leggi elettorali, Titolo VII:
Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di
un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque
investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle
proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera
1. a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione
di candidati od
2. a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di
determinate liste o di determinati candidati o
3. ad indurli all'astensione,
è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire
600.000 a lire 4.000.000.
ART. 51. della legge 352/1970 (Norme sui referendum):
Le disposizioni penali, contenute nel titolo vii del testo unico delle leggi
per la elezione della camera dei deputati, si applicano anche con
riferimento alle disposizioni della presente legge. Le sanzioni previste
dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche
quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per
richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto
relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della
presente legge
CHI COMMETTE REATO
- I preti che dal pulpito propagandano astensione come scelta della Chiesa
- Gli insegnanti di religione che lo dicono in classe
- I cappellani militari e quelli negli ospedali e nelle carceri
- Pera e Casini qualora lo dicano in qualità di Presidenti Camere
RATIO DELLA NORMA
L'esistenza di questa norma è conseguenza del riconoscimento dello status di
ministro di culto, cui corrispondono norme speciali. Alcune favorevoli (ad
esempio preti possono ricevere testamento in caso di calamità), alcune
restrittive, quali quelle con la finalità di evitare ingerenza in
determinati campi: (non possono svolgere funzioni di avvocato, notaio,
giudice popolare, sindaco, consigliere comunale nel luogo in cui sono
parroci, etc.).
Si tratta di un divieto in conseguenza del riconoscimento della dimensione
pubblica degli ecclesiastici. E' una norma fondamentalmente di impostazione
fascista, da abrogare anche per quanto riguarda le norme in favore del
Vaticano e del clero. Tuttavia finché è in vigore deve essere rispettata non
solo quando va a favore degli ecclesiastici, ma anche quando pone dei limiti
alla loro libertà di azione.
CONCORDATO 1984
Non è vero che ha fatto perdere di valore alla norma, anzi: Il Concordato
del 1984 ha rafforzato la ratio di questo divieto.
Infatti, presupposto del Concordato 1984 è proprio il riconoscimento da
parte della Chiesa (con la Gaudium et Spes) della libertà politica dei
cattolici italiani.
È inequivocabile che "la promozione dell'uomo" di cui parla il Concordato la
Chiesa può perseguirla nella sua competenza, che è quella spirituale e non
temporale.
Si potrebbe dire che proprio in virtù di questo impegno da parte della
Chiesa lo Stato Italiano ha, dopo il 1984, ampliato i privilegi a favore
della CHIESA.
Basti pensare che mentre prima del 1984 lo Stato pagava solo 200 milioni di
euro per il sostentamento del clero e 4 milioni di euro per costruire nuove
chiese, oggi lo Stato versa 1 miliardo di euro con 8 per mille e ammette che
i soldi siano spesi per tante finalità che determinano un maggiore controllo
sociale.
O anche quello che accade con gli insegnanti di religione: non si potrebbe
ammettere che i Vescovi possano sceglierli su base di indicazioni morali e
religiose se queste poi influiscono anche sulle dinamiche politiche e
elettorali.
PERCHE C'è INDUZIONE
- Autorevolezza della funzione: Dirlo dal pulpito (della chiesa o della
conferenza episcopale) è in se un fattore di induzione
- Controllo sociale: la CEI spende in Italia 1 miliardo di euro dell'8per
mille in mense, nuove chiese etc. La CEI usa 150 milioni di euro ogni anno
per costruire nuove chiese: molto facile che nel piccolo paese può accadere
che il solo andare al voto possa comportare ritorsioni ad esempioo al
titolare della ditta che fornisce il cemento, le travi, le pulizie etc.
- Dipendenza economica: gli insegnanti di religione, ma anche i cappellani
militari etc, sono revocabili dalla CEI, proprio per ragioni etiche, per cui
è evidente che di fronte a indicazione di astensione c'è conseguenza di
revoca del posto e quindi dello stipendio!
- Dipendenza economica 2: anche i preti sono sotto ricatto, perché tramite l'8
per mille non sono loro a ricevere direttamente i denari dalla comunità dei
fedeli, ma solo se la CEI gli riconosce il titolo.
SENTENZA CASSAZIONE
C'è stata nel 1984 una sentenza della Cassazione sul referendum sull'aborto,
dove in realtà si disse solo che nel caso di specie non c'era reato perché
il prete si era limitato ad esporre volantini senza chiaro riferimento di
voto e senza preannunciare svantaggi, neanche di tipo spirituale, da un
comportamento diverso.
Non è una sentenza dirimente, sia perché datata, sia perché si trattava dell'ipotesi
di vincolare al no gli elettori e non la differente condotta di "indurre"
all'astensione.
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