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13th June 01:43
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Leggete ed indignatevi !!! (350 chi)
Mentre in Italia si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre la
sanità è allo sfascio, accade anche questo:
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QUEGLI 8,6 MILIARDI RAI PER SIMONA VENTURA
E così la spumeggiante e scatenata Simona Ventura è stata cuccata con le
dita nel vasetto della marmellata. No, non era nelle cucine del suo
ristorante, ma nell'esercizio delle sue funzioni: quella di soubrette che
sembra non rendersi conto della differenza tra una star e una sciacquetta
(ma non parliamo certo di lei) e del salto di qualità che nella vita bisogna
cercare comunque di fare, al di là della bellezza del proprio marito-Big
Jim, del conto in banca, del successo, delle copertine.
Regola numero uno per una vera star: dire la verità, o meglio, evitare di
dire le bugie. O, se si dicono, evitare di farsi scoprire. Regola numero due
avere un minimo di gratitudine per chi le ha dato una mano ad andare avanti.
Cerchiamo di far capire a Simona Ventura queste due regole, se non ci riesce
il bravo Lele Mora, suo agente.
Ma passiamo alle bugie della signora Bettarini a proposito della sua mancata
partecipazione alla festa "Bentornata Raidue a Milano" di sabato scorso in
piazza Duomo. La Ventura non c'era ma non se n'è assolutamente sentita la
mancanza.
[...]
Veniamo ai fatti. Simona Ventura bastava dicesse o mandasse a dire,
anche in via riservata agli organizzatori della serata, che l'avevano
regolarmente e formalmente invitata: "No, grazie. Non
ho voglia. Non mi sento. Non mi va. Non mi piace partecipare alla vostra
festa". Se lo riteneva avrebbe potuto aggiungere, a mo' di scusa: "Ho un
altro impegno". Oppure: "Il mio bimbo ha la tosse". O, ancora: "Il mio
Massimo non mi dà il permesso di uscire la sera". O anche: "Voglio restare
al ristorante a fare il giro dei tavoli, visto che ci sono sempre molti
vuoti".
E invece, la Ventura, che fa? Racconta le bugie. Eccole.
1) "Intanto della festa di Raidue non so ancora niente, mi è appena arrivata
la richiesta. E poi proprio in quei giorni sono ancora in vacanza con la mia
famiglia, visto che non ci sono partite del campionato. Penso proprio di
restarmene bella bella all'estero". (da l'Espresso, pagina 22, intervista di
Paolo Martini). Come tutti ben sapete sabato e domenica scorsa le partite
del campionato c'erano, e la Ventura è andata in onda come di consueto
domenica pomeriggio.
2) Ha scritto domenica il Corriere della Sera: «Assente Simona Ventura,
nonostante annunci e manifesti. "Mai dato il mio assenso"».
Allora rinfreschiamole la memoria.
a) Gli organizzatori, come lei ha ammesso nella dichiarazione all'Espresso,
l'avevano formalmente e corte*****te invitata fin da due settimane fa.
b) L' agente Lele Mora, che la rappresenta in toto, aveva dato una
risposta positiva dopo qualche giorno, evidentemente dopo aver interpellato
la sua cliente, poiché Mora non inventa le cose e non supera i limiti del
suo mandato. Non solo, ma Mora aveva dato l'ok non solo per la
partecipazione, ma anche per il ruolo di conduttrice accanto a Paolo Limiti.
c) Solo dopo la conferma di Lele Mora, gli organizzatori hanno indicato il
nome della Ventura nei manifesti.
d) La Ventura ha avuto un primo ripensamento: non più co-conduttrice, ma
solo ospite. Ripensamento o forse gelosia per il ruolo prevalente di Paolo
Limiti? Ruolo prevalente rispetto alla Ventura, per ovvie ragioni di
conoscenza della materia da parte di Limiti, di capacità e anche di
esperienza per quanto riguarda le vicende "storiche" di Corso Sempione.
e) A quel punto gli organizzatori sono stati così seri da modificare,
spendendo parecchio denaro, le pubblicità, i manifesti e quant'altro
sostituendo il nome della Ventura con quello della Panicucci.
Questa è la cronaca dei fatti.
Esaurita la "regola numero uno" (cercare di non dire le bugie), passiamo
alla numero due: mai dimenticare chi ti ha dato una mano quando eri nessuno
(basta riguardare la puntata di "Meteore" dedicata alla Ventura per capire a
cosa ci riferiamo). In questo senso la signora Bettarini ha uno strano metro
di valutazione: nutre riconoscenza solo per alcuni, e fa finta di niente e
perde la memoria nei confronti di altri, ad esempio di Marano.
Nel primo caso vi spieghiamo perché la frizzante Simona è Dolce e non è
Gabbana. Nel 2001, infatti, le fu fatto firmare un contratto biennale che
consentiva alla Ventura di portare a casa 8 miliardi e 660 milioni di lire.
E parve un "affarone" in quanto LA VENTURA AVEVA CHIESTO BEN 12 MILIARDI. In
sostanza la Rai stabilì che la Ventura prendesse: 50 milioni a puntata per
"Quelli che il calcio (edizione del pomeriggio), 60 milioni a puntata per
"Quelli che..." (edizione serale), 70 milioni a puntata per programmi di
prima serata, speciali ed eventi, 35 milioni a puntata per programmi di
seconda serata.
Il 31 maggio 2001 la Rai firmò questo oneroso contratto e scaricò Fabio
Fazio, la cui "colpa" era di prendere solo un miliardo nonostante facesse
più del 30% di ascolto mentre la Ventura supera di poche unità il 20%,
guadagnando quattro volte di più (anche se sappiamo che Fazio venne
scaricato per ben altri motivi, vedasi la voce "lista di proscrizione"). Il
giorno della firma del contratto non si mossero solo la Ventura e Lele Mora,
ma anche il papà di Simona, titolare della società "Ventidue Srl". Sì perché
alla Rai firmarono un contratto di 6 miliardi e 235 milioni con la
soubrettina (diviso in due parti: 2 miliardi e 151 milioni per la sua
conduzione e 866 milioni in qualità di "consulente esperta", pensate un
po'...), e 2 miliardi e 425 milioni col suo papà. Questo secondo contratto
prevedeva che la società "Ventidue Srl" cedesse alla Rai "i diritti per lo
sfruttamento economico e commerciale della propria immagine e voce anche a
fini promozionali". Non si è mai vista un'azienda televisiva che assume una
presentatrice, la copre d'oro e lascia fuori da questo compenso i diritti
d'immagine e voce (sono note le doti canore della Ventura...). Comunque sia
la signora vinse un vero e proprio terno al lotto. Infatti avrebbe dovuto
condurre 34 puntate dell'edizione pomeridiana del programma, e lo fece. Ma
dopo poche puntate il crollo di ascolti dell'edizione serale portò alla
cancellazione del programma. La Ventura quindi continuò a incassare 60
milioni ogni domenica sera per non fare nulla. Per quanto riguarda poi i 350
milioni (5 puntate da 70 milioni ciascuna) per i programmi speciali di prima
serata, e i 420 milioni (pari a 12 trasmissioni di seconda serata da 35
milioni ciascuna) pare che la Rai anche in questo caso non sia stata in
grado di (o non abbia voluto) fare in modo che la Ventura potesse onorare il
suo contratto.
E passiamo alla stagione 2002-2003, con Antonio Marano al
timone di Raidue. Chiaramente si è trovato in eredità il contratto.
Pur di far lavorare la Ventura anche in un programma serale,
visto che non è stata ripetuta l'edizione night di "Quelli che...", ha
dovuto allestire in fretta un programma per cercare di non buttare i soldi
dalla finestra, lasciando la Ventura e Gnocchi senza fare nulla, incassando
fior di milioni. E così è nata "La grande notte del lunedì". Forse è proprio
per questo che la Ventura se l'è presa: anziché essere pagata senza
lavorare, è stata costretta a meritarsi i 60 milioni a puntata cui aveva
diritto. Con esiti d'ascolto, e di contenuti, da mettersi le mani nei
capelli. Certo la Ventura avrebbe preferito incassare senza far nulla. Ma la
Rai non ha voluto buttare i soldi dalla finestra.
Ora il contratto si avvicina alla scadenza, il 30 maggio prossimo. La Rai,
nel 2001, aveva indicato una opzione per un altro anno, "con rivalutazione
dei compensi contenuta al 5%". Il che vuol dire che la Rai potrebbe
riconoscere alla Ventura, per il prossimo anno, altri 4 miliardi e 330
milioni più l'aumento pari a 216 milioni. In totale 4 miliardi e 536
milioni (!)
Noi ci permettiamo di dare un piccolo e amichevole consiglio a
Lucia Annunziata e agli altri consiglieri: lasciatela andare dove vuole,
risparmiate quei 4 miliardi e mezzo, cercatevi qualcuno per la prossima
edizione di "Quelli che il calcio...", e ricordate le parole di Agostino
Saccà: "In questa azienda, per quanto riguarda i programmi, nessuno è
indispensabile". La Ventura farà la vittima e squittirà dicendo che si
tratta di una "rappresaglia" perché non era sabato sul palco? Lasciatela
dire. Come avete letto in questi giorni ne dice tante di cose, spesso a
sproposito. Fatela diventare una specie di nuova Alba Parietti: tante
comparsate, tante parole, tanto fumo, poco arrosto, pochi euro. Lasciatele
indossare in santa pace, e non in onda, tutte le novità di Dolce & Gabbana.
Fate in modo che non faccia più tutte le settimane una bella pubblicità
indiretta (o diretta? gratuita o no?) utilizzando il mezzo pubblico. Che la
faccia nel suo ristorante la pubblicità a Dolce & Gabbana, non in Tv. Che si
rivolga a loro due per il pane e il companatico che la Rai le farà mancare.
Sì, lasciatela andare. Siamo proprio curiosi di vedere dove andrà. Anche
perché alla concorrenza (vedasi ad esempio Mediaset) ci pensano
bene prima di tirar fuori somme del genere per gente che ha la memoria
corta, le dita sporche di marmellata e non conosce il significato della
parola "riconoscenza".
L.P.
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